Bosa, il borgo che ho nel cuore

Nata a Roma nel 1979. Residente a Bosa dal 1982. Trentatrè anni di bosanità e non c’è un giorno che non pensi: chissà se fossimo rimasti a Roma, ora magari sarei stata a Villa borghese a leggere libri, di fronte al lago, che imita uno stagno naturale, con al centro il tempio di stampo classico dedicato ad Esculapio… poi ricordo Cumpoltitu e ringrazio mia madre di avermi portato qui! La famiglia di mamma è di origini bosanissime, per cui tornare a Bosa era comunque un fatto naturale.
Devo dire la verità, da adolescente Bosa mi stava stretta: troppe ingerenze tra parenti, vicini, amici… non eri libera di andare mano nella mano con il primo “filarino” che lo sapeva già nonna sino ad arrivare alla zia di settimo grado… non accettavo questa morbosità, abituata ad una madre cresciuta in Francia con un’apertura mentale da far invidia. Quando mamma e mie zie partirono per studiare “in continente”, tutto il parentado femminile prese mia nonna per pazza: “mandare tue figlie lontano, senza controllo, è una pazzia…” ma mia nonna sapeva che Bosa non poteva offrire altro che raccolta di olive, e voleva che le figlie fossero indipendenti, con un buon lavoro. Sono diventate tutte e tre ottime infermiere!
Per un periodo ho lasciato anche io Bosa: ho conosciuto la nebbia della Padania, e la dura competizione per un lavoro dove c’è una spietata concorrenza tra italiani e stranieri. Si vive di centri commerciali, di Bingo, di traffico. Ho compiuto 25 anni di fronte ad una piscina di Novi ligure, disperata pensando al mio mare, alla mia Bosa. In quel momento ho capito che dovevo tornare. A Bosa è veramente dura trovare un lavoro, ora poi che c’è la crisi è veramente un rebus, ma abbiamo tante risorse, e io vedo che qualcosa sta cambiando… ci sono iniziative ambiziose, di giovani che con la musica, lo sport, la natura possono fare di Bosa quel paradiso che naturalmente è, ma che economicamente soffre.
Potrei andare a vivere ovunque, ho un mondo a portata di mano, ma ho nel cuore questo borgo e lo sento come una madre. In nessun altro posto potrei svegliarmi la mattina e camminare in lungomare fantastico e salutare tutti come se fossero amici di vecchia data, o mangiare la pizzetta di Giovanni sotto il Castello mentre seguo il corso del fiume, col panorama mozzafiato… e che dire delle chiacchierate con le amiche sotto la Torre aragonese, con i piedi a mollo nell’acqua salata. Parliamo di quanto è romantico passeggiare col tuo fidanzato sul muraglione caduti di Cefalonia mentre c’è il tramonto? Io capisco e ammiro chi riesce a vivere lontano, ma capisco anche che l’unico posto dove voglio vivere e tornare dopo un viaggio, si chiama Bosa.

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