Grande folla per la 16esima edizione del Carnevale estivo

Migliaia di persone hanno invaso il centro storico di Bosa. Carri allegorici, maschere, musica, balli, ironia e divertimento hanno coinvolto l’intera città e i tanti turisti che si sono fatti trasportare dalla spontaneità e dalla spensieratezza di questa 16esima edizione del Carnevale estivo.

Non illudetevi, non si può certo spiegare! È impossibile da far capire se non lo si prova almeno una volta. E a quel punto è fatta. Il Carnevale di Bosa diventerà uno dei vostri ricordi più travolgenti.
Su Carrasegare Osincu (uso il maiuscolo volutamente, come se fossero nome e cognome di un caro amico d’infanzia) è uno di quegli eventi che vanno vissuti almeno una volta nella vita. E il carnevale estivo, nato per regalare ai turisti una modesta rappresentazione di quello invernale, è oramai diventato una vera e propria istituzione in Sardegna.
Ma non pensiate di cercare posto dietro una transenna a veder sfilare le maschere perchè il nostro carnevale, come tante altre cose quando si parla di Bosa, è tutt’altra cosa.
Una maglietta al rovescio e un po’ di sughero bruciato sulla faccia sono il biglietto d’ingresso per questa immensa festa.
Non è una sfilata ma uno stile di vita. Il carnevale di Bosa non si osserva ma si vive. Ognuno di noi, ognuno di voi è parte integrante di questa festa incredibile che coinvolge e travolge una città intera. La partecipazione è la sua essenza più pura. Come un demone che si alimenta solo grazie alle anime dei dannati, visto lo spirito prettamente peccaminoso che lo anima. E allora buttatevi nella mischia, ogni maschera è quella giusta. I ruoli si invertono, non c’è più posto per le inibizioni e tutto è concesso. Si interagisce con gli altri, si è tutti amici e il fine ultimo è il puro divertimento fino alle prime luci dell’alba. Una volta vissuto quello estivo, una volta superato l’esame, sarete pronti per quello invernale.
Con le sue regole dettate dalla tradizione e le sue mascherate secolari, il vero Carnevale di Bosa comincia il giorno di Sant’ Antonio per concludersi il mercoledì delle ceneri. Un mese, circa, in cui in tutta la città si respira “l’aria del Carnevale”, l’aria della festa; si aprono le cantine, si stappano le botti dei vini e della Malvasia. Tutto è pronto per i giorni del delirio. Noi, almeno con la testa, siamo già lì, perciò vi aspettiamo per scoprire una delle poche tradizioni che, anzi che perdersi, sta superando ogni genere di confine.

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