Il fuoco di Sant’Antonio. Ricordi di un rito antico e affascinante

Frequentavo forse la prima elementare, o la seconda. La Maestra Annamaria Pace era solita raccontarci bellissime storie, leggende e mille aneddoti sulle festività, su Bosa e sulle sue usanze. Era strano sentire una persona non bosana conoscere tutte queste cose, e che le trasmetteva a noi… Ricordo che a metà gennaio, forse del 1986, ci portarono nella piccola chiesetta vicino al “ponte vecchio”, dedicata a Sant’Antonio Abate, per noi Sant’Antoni ‘e su fogu. Vidi la statua di un uomo con un maialino a fianco. La maestra ci raccontò la sua mirabolante storia: È grazie a lui, secondo la leggenda, che abbiamo il fuoco… uno degli elementi che più ha aiutato l’umanità.

“Le leggende a carattere popolare vogliono Sant’Antonio Abate in lotta con il demonio, ovvero con il male, con le passioni umane, con il fuoco eterno. Il Santo divenne così il custode del fuoco, guaritore dell’herpes zoster, una patologia detta “fuoco di Sant’Antonio” e il protettore degli animali domestici. In Sardegna, nel Logudoro, si racconta questa leggenda: Una volta, al mondo, non c’era il fuoco. Gli uomini avevano freddo e andavano da Sant’Antonio, che stava nel deserto, a pregarlo che facesse qualcosa per loro. Sant’Antonio ebbe compassione e siccome il fuoco era all’inferno, decise di andare a prenderlo. Col suo maialino e col sua bastone di ferula, Sant’Antonio si presento, dunque, alla porta dell’inferno e bussò: “Apritemi! Ho freddo e mi voglio riscaldare! I diavoli alla porta videro subito che quello non era un peccatore, ma un Santo e dissero: “No, no! T’abbiamo riconosciuto! Non apriamo. Se vuoi lasciamo entrare il porchetto, ma te no. E cosi entrò il porchetto, ma appena dentro si mise a scorrazzare con una tale furia da mettere scompiglio ovunque, tanto che i diavoli, ad un certo punto, non ne poterono più. Finirono perciò per rivolgersi al Santo, che rimasto fuori dalla porta. “Quel tuo porco maledetto ci mette tutto in disordine! Vienitelo a riprendere. Sant’Antonio entrò negli inferi, toccò il maialetto col suo bastone e quello se ne stette subito quieto. “Visto che sono qui”, disse Sant’Antonio. “mi siedo un momento per scaldarmi”. E si sedette su un sacco di sughero, proprio sul passaggio dei diavoli. Infatti, ogni tanto, davanti a lui passava un diavolo di corsa. E Sant’Antonio col suo bastone di férula, giù una legnata sulla schiena! Ad un certo punto i diavoli, indispettiti esclamarono: “Questi scherzi non ci piacciono. Adesso ti bruciamo il bastone”. Infatti lo presero ficcarono la punta tra le fiamme. Il maiale, in quel momento, ricominciò buttare all’aria tutto: cataste di legna, uncini, e tridenti. E i diavoli avevano un bel da fare a mettere a posto. “Se volete che lo faccia star buono”, disse Sant’Antonio, “dovete ridarmi il mio bastone”. Glielo diedero ed il maialino stette subito buono. Ma il bastone era di férula ed il legno di ferula ha il midollo spugnoso. Se una scintilla entra nel midollo questo continua a bruciare di nascosto senza che di fuori si veda. Cosi i diavoli non s’accorsero che Sant’Antonio aveva il fuoco nel bastone. Il Santo col suo bastone se ne usci ed i diavoli tirarono un sospiro di sollievo. Appena fu fuori, Sant’Antonio alzò il bastone con la punta infuocata e la girò intorno, facendo volare le scintille, come dando la benedizione. E cantò: ” Fuoco, fuoco, per ogni loco; per mondo fuoco giocondo!” Da quel momento, con grande contentezza degli uomini, ci fu il fuoco sulla Terra.” (Fonte: Google)

Era una bellissima storia… ammirai il coraggio del maialino e la furbizia di Sant’ Antonio, e rientrata a casa la raccontai a nonna che, ridendo, mi disse che saremmo andate a vedere questo fuoco rubato all’inferno in quei giorni… CHE SPETTACOLO! Tutte le persone riunite intorno ad un enorme falò, durante una delle giornate più fredde dell’ anno…”tocca, andamos a faghere sol giroso…” disse nonna. La guardai perplessa non capendo… mi prese per mano e facemmo il giro intorno al fuoco, esattamente tre a destra e tre a sinistra… “Nonna perchè tutti questi giri?” “Pro no tennere dolor’entre tottu s’ anno!” Era il suo modo per dirmi che serviva a stare bene e non avere problemi di salute. È uno dei ricordi più belli che ho… legato ad uno dei riti di Bosa (e della Sardegna) più antichi e affascinanti.

Fuoco di Sant'Antonio - Foto di Lisa Biddoccu

 

Foto di Lisa Biddoccu via Flickr

 

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