Il primo incontro pubblico sulla gestione dei SIC

Lunedì 23 Giugno alle ore 19, presso la Sala della biblioteca comunale di Bosa in Piazza Carmine, si terrà un primo incontro pubblico per presentare e discutere l’aggiornamento del Piano di Gestione del SIC “Valle del Temo” ma anche per informare sull’adeguamento di quello riguardante il SICEntroterra e zona Costiera da Bosa a Porto Tangone“.

Sul sito del comune è possibile scaricare la bozza del piano di gestione.

Bisogna infatti sapere che vaste parti del territorio di Bosa si trovano all’interno di due SIC (Siti di Interesse Comunitario). Uno è il SIC Valle del Temo Bosa (che comprende Bosa e Suni) e l’altro, più vasto, il SIC Entroterra e zona costiera tra Bosa, C. Marrargiu e P.to Tangone (che va da Bosa a Villanova Monteleone) e che comprende al suo interno una ZPS (Zona di Protezione Speciale) riservata alla tutela della colonia autoctona dei grifoni.

Il sito di interesse comunitario o sito di importanza comunitaria è un concetto definito dalla direttiva comunitaria n. 43 del 21 maggio 1992, (92/43/CEE) Direttiva del Consiglio relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche nota anche come Direttiva “Habitat”, recepita in Italia a partire dal 1997.
Dal punto di vista ambientalistico il SIC è un’area che contribuisce in modo significativo a mantenere o ripristinare una delle tipologie di habitat o a mantenere in uno stato di conservazione soddisfacente delle specie floro-faunistiche; e/o che contribuisce in modo significativo al mantenimento della biodiversità della regione In Italia.
La redazione degli elenchi SIC e ZPS è stata effettuata a cura delle regioni e delle province avvalendosi della consulenza di esperti e di associazioni scientifiche del settore.
In Italia, a dicembre 2012 risultano censiti 2.299 siti d’interesse comunitario.
In Sardegna sono presenti alcune aree indicate come siti di interesse comunitario, di rilevante interesse ambientale in ambito CEE, riferiti alla regione biogeografica mediterranea.
Spesso il Sito di Interesse Comunitario è visto da chi opera al suon interno come un blocco allo “sviluppo economico”, come “una palla al piede”, perché impone dei vincoli (per esempio all’edificabilità) necessari appunto a tutelare la biodiversità all’interno degli habitat.
Questa percezione è dovuta purtroppo a molti fattori:
1) Il fatto che non molti sanno che tra gli obbiettivi dei Piani di Gestione dei SIC troviamo anche quella di contribuire, anche tramite finanziamenti, al rilancio o al sostegno di attività che siano sostenibili o compatibili con le finalità di tutela ambientale, dall’agricoltura biologica al turismo consapevole e informato, dalla zootecnia al recupero di infrastrutture non invasive.
2) La mancata consapevolezza da parte di una larga parte della comunità che la tutela ambientale può essere una grande risorsa economica in quanto consente una notevole crescita della qualità della vita sia per i residenti che per i visitatori e quindi un grande volano per il turismo.
3) Il fatto che la Regione non abbia mai scommesso seriamente su strumenti come i Parchi o le Riserve Naturali o, appunto, i SIC o le ZPS, e di conseguenza il non adeguato impegno da parte delle amministrazioni dei comuni coinvolti, ha fatto sì che gli obbiettivi fissati siano finora rimasti finora poco più che buone intenzioni. Col risultato di perdere o vanificare ingenti fondi di finanziamento disponibili.
4) La mancanza di una adeguata informazione sui SIC e le ZPS e soprattutto la mancanza di un adeguato processo di coinvolgimento e di partecipazione della popolazione e soprattutto degli operatori interessati alle attività nei SIC, alle fasi decisionali.
Eppure i SIC rappresentano un’opportunità notevole per una comunità attiva e adeguatamente informata, perché i Piani di Gestione prevedono delle misure a supporto dell’economia locale, ma soprattutto a supporto di quelle attività che operano in direzione di un equilibrio naturale e consentirebbero di dar vita ad attività autonome e che possono avere una vita duratura.
Facciamo un confronto con l’edilizia non conservativa: sappiamo che non è possibile continuare a costruire senza fine, in quanto il suolo è una risorsa limitata, mentre l’ambiente, se adeguatamente tutelato, è una risorsa che si rigenera infinitamente.
Scommettere sull’ambiente e quelle attività che vivono in armonia con esso, è perciò un modo per sommettere sul futuro di un territorio e di una comunità.
E’ molto importante che i cittadini partecipino a questo incontro perché gli enti coinvolti nella messa a punto de Piano di Gestione (i comuni, il servizio SAVI, l’azienda titolare dell’aggiornamento, la TEMI) sono tenuti a recepire le istanze e le osservazioni della popolazione e a tenerne conto.
E solo se i Piani di Gestione sono partecipati e condivisi da tutti gli operatori del territorio si possono raggiungere gli obbiettivi di una efficace tutela ambientale e di una crescita di quelle attività che vivono in sintonia con la tutela dell’ambiente
(Vi invito a leggere il sito www.inbosa.it dove si trovano molti articoli e molte pagine di approfondimento sul tema).

23Giu19:00Incontro sulla gestione dei SIC

 
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