La mia vita tra il Perù e l’Australia: una giovane bosana si racconta

Nasco a Sassari il 4 Agosto 1986, da padre ‘Romoletto’ (fusione romana e sarda) e madre Australiana, Kate – già una celebrità sui social network – e brava mamma. Ho passato un’infanzia bellissima a Bosa, con i ricordi così vivi che sembra siano successi ieri. Il rumore dell’acqua alle ‘roccette’ di Turas, i motorini in strada, gli odori della campagna, i sapori dei pomodori e fichi di Bainas, le scappatelle in piazza, i compiti di scuola, le ansie per gli esami (di cui ho ancora incubi), le lunghe passeggiate a Turas, le citofonate dalle amiche, le cene preparate da babbo… Mi ritengo fortunata di essere cresciuta a Bosa, un posto perfetto per l’infanzia e per gli anni ‘teenager’, ma anche fortunata per aver potuto viaggiare in Australia quasi ogni anno.
Cosa mi piace più di Bosa e cosa mi manca di più? Lo stile di vita, la semplicità, la naturalezza, la vivacità, l’autenticità della cultura. Nel 2006, avendo la possibilità di ‘trasferirmi’ ad Adelaide (non concependo all’epoca cosa veramente volesse dire ‘trasferirsi’) così feci, per istinto, per amore, ma sapendo che sarebbe stato meglio – a lungo andare – un futuro in Australia che in Sardegna. E così iniziai il cammino verso questo futuro. Decisi di studiare Turismo Internazionale presso la Flinders University e lavorai a ‘Fasta Pasta’ come cameriera (una catena di ristoranti dove servono la pasta molto velocemente… senza aggiungere ulteriori commenti!). Dopo iniziai a lavorare a Monastery Stays, un’agenzia che si specializza nei soggiorni presso monasteri italiani, e lavorai anche come maestra di italiano presso varie scuole ad Adelaide. Mi sorprese molto la facilità, o la fortuna che ho avuto nel trovare questi lavori, cosa che a Bosa purtroppo non sarebbe mai successa. Poi conobbi Walter (mio marito) online (su Facebook esattamente) perché volevo imparare lo spagnolo (lui è Peruviano). Ad un certo punto succedette la ‘locura’ di andare in Perù, dove rimasi per 2 anni. Un’esperienza ancora più diversa. Lì lavorai come professoressa di Italiano nell’Istituto di Cultura Italiana di Lima e di Inglese presso un istituto per Costa Crociere. E mi sposai a Lima (ve lo suggerisco, non costa nulla). Bello. Bel paese. Si mangia benissimo ed è divertente, e anche un po’ pericoloso. Mi piace il Perù e Lima, mi mancano un sacco, ma non ci vivrei. Dopo un colloquio di lavoro su Skype (che meraviglia questa tecnologia!) si torna in Australia, ma non ad Adelaide – che è sempre stata la mia ‘base’, o seconda casa. – Il lavoro era a Port Pirie, in una zona considerata remota, a 250 km al nord di Adelaide, contratto per un anno come Tourism Projects Officer (boh, non so a cosa equivale) per una regione grande quanto la Sardegna. Ogni fine settimana tornavo ad Adelaide per stare con Walter, perché lui lavorava lì. Nel frattempo sono anche tornata all’università a specializzarmi in Event Management. Lavorare nel settore del turismo, ed aiutare una regione e le sue aziende a sviluppare prodotti ed esperienze per il turismo mi piacque tantissimo. Poi finì il contratto e tornai ad Adelaide, nel mio adorato distretto di Somerton Park, spiagge lunghissime e pacifiche (a meno che non ci siano squali). Poi per un po’ lavorai a Flinders University (si, dove studiai) nell’area di marketing, ma volevo tornare nel mio amato settore del turismo. Allora adesso sto facendo il mio ‘dream job’ come (Tourism Development Officer) Assessore al Turismo per la regione del Coorong (sud di Adelaide), impiegata dal comune. Cosa faccio? Cerco di trovare qualcosa da fare e vedere per i turisti quando in verità (attraverso gli occhi di un’italiana) non ce n’è. Quindi, quando vedo tutti quei commenti sui vari FB di Bosa, sul turismo ecc… lo trovo davvero interessante e rilevante. Dove a Bosa c’è il problema che i turisti sono tanti e ‘non si sa chetare o come maneggiarli’, nel mio lavoro io devo fare il contrario – farli rimanere. Adesso viviamo a Mount Barker, zona collinosa di Adelaide, a 30 minuti da Adelaide.
La nostalgia di Bosa e di tutte le cose bosane è forte, e la voglia di tornare è tanta, mi mancano i miei, il mio cane, la mia casa, le mie amiche, le passeggiate al mare, tutto. Ma qui si sta bene, e posso dire che mi sento a casa anche qui. Ho dei nonni straordinari qui. Mio nonno dipinge quadri di Bosa tutti i giorni e li mette su Facebook, è un genio. Mi sento sarda tanto quanto Australiana. Quindi la decisione 8 anni fa di trasferirmi in Australia non è stata poi così male. Solo recentemente mi sono fermata a pensare e mi dico ‘cavolo, sono davvero un’immigrata, me ne sono andata dal ‘mio Paese’ e non voglio diventare come quei Italiani che sono qui da 60 anni, che non sono mai tornati in patria e che non si ricordano nemmeno l’italiano’. A volte mi vergogno perché qui a volte vedo delle tragedie, le cose che combinano con cibi italiani… “azzoroddi” che chiamano ‘italiani’, e io ne son diventata complice perché anche io ordino il ‘mocaccino’ al bar. Una volta l’ho chiesto a Bosa e mi hanno riso in faccia, ben fatto. E molta gente non sa dov’è la Sardegna o che è parte dell’Italia, ma io glielo dico! Abbiamo avuto la fortuna che son venuti tanti bosani qui ad Adelaide, ad un certo punto ce n’erano una decina… mi sembra. Ci manca Antonio Andrea! Comunque. Spero che la mia avventura da Bosa – Adelaide -Lima – Adelaide vi sia piaciuta. Spero che il mio Italiano non sia così arrugginito, perché parlo più spagnolo che italiano e mi confondo un casino! E congratulazioni alla presenza che a Bosa sui social media.
Un abbraccio da una Bosana orgogliosa per sempre.

Anna del Rio

Matrimonio Anna del RioAnna e WalterAnna del Rio

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1 commento

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