C’è un’isola…, nell’isola!

C’è chi la canta, chi la racconta, chi la dipinge e chi solo l’assaggia.

Bosa è, da qualsiasi angolazione la si voglia osservare, un mondo a parte. Non esiste persona che, avendola visitata anche solo per un ora, non se ne sia innamorata, non sia stata rapita dalla sua atmosfera sognante.
Arrivare a Bosa è come… girare alla seconda stella a destra, non la si vede se non poche centinaia di metri prima e quando finalmente ci si arriva, ci si accorge da subito che si sta per visitare un posto…da favola appunto. L’effetto, pur creato dalla Natura, sembra furbescamente voluto: man mano che ci si avvicina da uno qualsiasi dei 4 accessi, superati i tornanti che precedono l’arrivo, è concesso intravvedere una prima istantanea del paese, che subito scompare oltre la macchia mediterranea.
Questa  infatti, come un intrigante velo semitrasparente che copre e scopre le grazie  di una bellissima donna, lascia gradatamente che il panorama, imboccata la discesa, si allarghi, sino a che Bosa non appare in tutto il suo splendore.
I colori di BosaUn’esplosione di colori!
Un arlecchino comodamente adagiato a fondovalle!
La variopinta fantasia della Natura infatti è stata sapientemente ripresa dai nostri avi, che decisero di ravvivare le abitazioni con forti e numerosissime tinte pastello, rendendo il nostro borgo un vero e proprio dipinto, vivo e pulsante.
Man mano che si procede Bosa gioca, lentamente, tutte le sue carte. Così il Castello di Serravalle, che dapprima, dall’alto, bene si mimetizzava tra le case ed il verde, ora, giunti all’ingresso della città, sovrasta tutto e tutti, quasi a voler ostentare prepotentemente i suoi mille anni di storia.
Scorci di Bosa - Ponte VecchioRapiti dalla vista del nostro primo meraviglioso monumento, senza rendersi conto, ci si trova già a percorrere il secondo, il Ponte Vecchio, come affettuosamente siamo abituati a chiamarlo. Eh si, perchè tra i tanti regali che la Natura ci ha concesso, c’è anche un fiume, il Temo, l’unico navigabile in Sardegna.
E proprio sulla riva sinistra del fiume si può ancora ammirare uno dei più importanti monumenti della storia di Bosa, Le Conce, dichiarate monumento nazionale, le cui pelli erano note anche oltre confine.
Concerie di Bosa by nightSerpeggiando tra le verdi e rigogliose campagne della malvasia, tagliando il paese e cingendo, in un lungo abbraccio, la zona marina della città, il Temo finalmente sfocia nel mare.
Veduta di BosaUn mare cristallino, un mare che non si fa mancare nulla. Dalla lunghissima spiaggia di Bosa Marina alle tante calette mozzafiato che impreziosiscono la costa.
Le spiagge di BosaTorniamo alla città. Oltrepassato il ponte ecco che si imbocca il Corso, la parte più antica della città, un piccolo canyon fatto di case cinque-seicentesche, il “Salotto di Bosa” come qualcuno ama chiamarlo.
E già si cambia atmosfera.
Il Corso Vittorio EmanueleGià cominciate ad assaporare l’aria tardo-medievale che trasuda da ogni angolo della parte storica di Bosa. Vi accoglie una strepitosa Cattedrale del 1100, ricca di affreschi e sovrastata da un campanile edificato con la rinomata “Trachite rossa di Bosa”.

Potete continuare a percorrere il Corso, costituito, ancora oggi come in origine, da ciottolato e lastre di basalto, oppure, i più avventurosi potrebbero infilarsi in una qualsiasi delle stradine laterali ed entrare nel vero cuore della città, un mondo che rapisce per tutto il tempo, dove ogni angolo, ogni casa, ogni porta, hanno una storia da raccontarvi; dovunque poserete lo sguardo non potrete fare a meno di immaginarvi catapultati in un altro tempo. Questa è “Sa Costa“.
Scorci del Rione Sa CostaIl centro storico più esteso di tutta la Sardegna (500.000 m3), dove tutto è rimasto intatto per centinaia di anni. Un labirinto nel quale è impossibile perdersi. Una qualsiasi delle tante salite vi condurrà al Castello e una qualsiasi delle altrettante discese vi ricondurrà nuovamente al Corso.

Se siete fortunati potete incontrare le anziane signore che lavorano il Filet appena fuori dall’uscio di casa. Non abbiate timore a scambiare due chiacchiere con loro, a chiedere una qualsiasi informazione o curiosità perchè se siete arrivati sin qui, che siate bosani oppure no, siete già uno di famiglia.
Filèt di BosaSe avete la tenacia di arrivare all’ultima via e poi proseguire sino a visitare il castello sarete sicuramente ripagati dalla vista mozzafiato di cui potrete godere. Stenterete a credere ai vostri occhi ma… vi basterà seguire con lo sguardo il percorso del fiume per ammirare, in un unico panorama, una piacevole varietà di paesaggi.

Ora, per tornare, potete rituffarvi nelle magiche vie di Sa Costa o percorrere una delle due lunghissime scalinate alle due estremità del borgo, S’Iscala ‘e sa Rosa o S’Iscala ‘e s’Ainu, che vi riporteranno direttamente nel Corso.
Scale del Rione Sa CostaDopo un meritato pranzo rigenerante in uno dei vari ristorantini tipici sparsi per la città, potete dedicarvi a visitare i tanti monumenti e chiese di cui Bosa si fregia.

Basterà chiedere e non vi sarà certo difficile visitare le curatissime campagne dei produttori della “Malvasia di Bosa“, godendo della loro amichevole compagnia, o alcune delle pittoresche cantine private o ancora assistere alla minuziosa e affascinante creazione di un gioiello in Filigrana, in uno dei laboratori presenti in città.

Sono tantissimi anche gli sport che si possono praticare, dal surf all’equitazione, dalle immersioni al birdwatching, dal trekking al parapendio e tanto altro ancora.

Insomma non sbagliate di certo se immaginate Bosa come uno scrigno pieno di mille gioielli da ammirare.
Malvasia e oreficeria di BosaE così come ogni scrigno che si rispetti, anche Bosa ha la sua chiave.

Se volete vivere la vera essenza della città, infatti, dovete programmare la vostra visita in quei particolari momenti dell’anno in cui tradizioni centenarie e allegria innata si incontrano e scontrano traducendosi in Festa!

E’ proprio in questi periodi che lo spirito bosano, geneticamente predisposto al divertimento, moltiplica la sua ospitalità e la sua allegria, avvolgendo e coinvolgendo chiunque.

Sono numerosi questi momenti durante l’anno ma il carnevale è sicuramente l’apice di tutto ciò, quel momento in cui tutto è concesso, in cui la vera maschera consiste, in maniera semplicemente  geniale, nel dismettere quella che si è costretti a portare tutto l’anno, i ruoli sono stravolti e le inibizioni spariscono per lasciare il posto ad una innata ma sana pazzia.

E’ un carnevale unico al mondo poiché non esistono spettatori ma solo attori per questa esperienza, perchè tutto, in quei giorni, ruota intorno alle ambiguità sessuali e viaggia in funzione del divertimento.

Insomma, se avete voglia di visitare un angolo di mondo assolutamente unico, ricco, colorato, allegro ma anche terribilmente romantico dovete assolutamente passare per Bosa.

Perchè tra le tante meraviglie della Sardegna, Bosa vi rimarrà sicuramente nel cuore.

Perchè con 300 giorni di sole all’anno Bosa è un isola nell’isola.

Perchè, se aveste ancora qualche dubbio, Bosa è tutta un’altra cosa!

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