L’Australia incontra Bosa nella pittura di Lyle Dayman

Incontriamo il pittore australiano Lyle Dayman grazie alla figlia Kate e ai suoi familiari che, nonostante la distanza, hanno reso possibile questa piacevole video-intervista con Lyle.
Lyle Dayman è diventato un visitatore costante della nostra città e ha imparato a conoscerla molto bene perché la figlia Kate vive a Bosa da oltre 30 anni. I suoi dipinti, tra cui quelli raffiguranti Bosa, sono spesso esposti in mostre di successo.

Video-intervista a Lyle Dayman

Sottotitoli in Italiano: traduzione di Anna del Rio, produzione e sottotitoli a cura di Walter Catter.

L’intervista

Quando hai capito che avresti voluto esprimerti attraverso la pittura?
Sin da ragazzo mi piaceva disegnare, ero impiegato al centro commerciale Myer di Adelaide e lavoravo nella sezione “display” (esibizioni). Considerando che non avevo fatto nessun tipo training, ero abbastanza bravo dipingendo su grandi fogli di carta. Ricordo che qualcuno mi regalò un abbonamento al Saturday Evening Post, e sentivo un interesse verso i grandi illustratori americani. Al tempo ero esposto ai migliori illustratori del mondo. Ma crescendo capii che non ero poi così bravo per diventare un illustratore, allora iniziai a dipingere con olio e acquarelli. Lo feci come un hobby.

Usi una tecnica precisa per le tue opere, oppure ti piace sperimentare?
Prima usavo una tecnica precisa, particolarmente con gli acquarelli, ma poiché nell’ultimo anno ho iniziato ad usare i pastelli, la mia tecnica è cambiata. Con i pastelli in certe aree bisogna essere precisi, ma non posso dire di essere un artista preciso.

Come definiresti il tuo stile?
Il mio stile è cambiato dal tipo tonale, come fanno la maggior parte degli artisti in modo da riconoscere il soggetto in breve tempo. Si può vedere questo stile tonale in varie gallerie d’arte, è usato da vari pittori. La mia forma d’arte è cambiata dal tipo tonale al tipo in cui si possono vedere immagini che rappresentano uno scenario, ma usando i colori di una maniera molto più forte, e ignorando gli aspetti tonali dell’arte.

Immaginazione, mito o realtà… cosa ti ispira di più?
Tutte le mie idee prendono spunto dalla realtà, oppure da schizzi o fotografie, è raro che le idee vengano dalla mia testa. Però oggigiorno posso essere un po’ più creativo con i pastelli… Prendo una scena e invece di dipingerla con molti dettagli (come facevo con gli acquarelli), dipingo frammenti e invento un po’ al momento, particolarmente con le figure, posso lasciarle o rimuoverle.

Sempre a proposito di ispirazione, quanto ha influito Bosa nella sua attività artistica?
Direi tanto. E’ da 30 anni che vado a Bosa in maniera più o meno frequente. Durante i primi dieci anni non andavo tanto per l’interesse per l’arte, ma per vedere mia figlia Kate, Gianfranco e i bambini, per stare in contatto con la famiglia. Ma quando sono andato in pensione e ho finito di lavorare nell’ambito pubblicitario nel 1985 o 1986, ho iniziato a sentire un grande interesse nel scattare foto e dipingere Bosa. Adesso ho una grande collezione di foto e dipinti di Bosa. Sono estremamente interessato a Bosa, a parte il fatto che mi piace tanto come soggetto da dipingere. Bosa è un ottimo soggetto per la pittura.

In quale circostanza ti senti più creativo?
Le circostanze cambiano, prendi oggi, è una giornata molto calda e non ne ho tanta voglia, ma appena finiamo qui andrò nel mio garage (che è il mio studio). Farà caldo, ma aprirò la porta, indosserò il mio grembiule nero per proteggermi dalla polvere dei pastelli, metterò la carta sul cavalletto e dipingerò. Questa è l’unica ispirazione di cui ho bisogno. Normalmente provo a farne uno piccolo ogni giorno.

Quando inizi una nuova opera, hai le idee ben chiare sul risultato finale, o una volta completata è una sorpresa anche per te?
Qualche volta è una gran sorpresa. Ho un’idea in generale di quello che voglio fare, ma se sembra che stia andando bene anche un’altra direzione, sono preparato a seguire quella direzione, sia per colore o forma.

Ho visto che hai un sito web (www.lyledayman.com) e che gestisci con cura la tua fanpage su Facebook. Secondo te, gli artisti, come devono affrontare il cambiamento della fruizione dell’arte ai tempi di internet e dell’immagine digitale?
Penso che se gli artisti vogliono arrivare al loro massimo potenziale, ed avere un gran numero di seguaci che vedano le loro opere d’arte, non c’è dubbio che debbano usare le tecnologie. Se non lo fanno si stanno veramente nascondendo nel bosco, perché la maggior parte degli artisti si presentano nei Rotary Art Shows o nelle piccole gallerie con esibizioni, ma è molto limitativo. Negli ultimi 12 mesi  – da quando ho iniziato ad usare Facebook – ho scoperto che si possono coinvolgere centinaia di persone mettendo i dipinti su Facebook. I miei dipinti sembrano interessare perché piacciono, mettono “Mi piace” sempre più spesso, e così scopro subito – quotidianamente –  se alla gente piace il dipinto che ho fatto oggi o no.

Grazie per l’intervista e per averci parlato un po’ di te.

Fishing Boat di Lyle Dayman
Bosa Old Town di Lyle Dayman
Fishing Boat, Bosa. 10×6″ pastelli su cartoncino nero di Lyle Dayman.
Bosa Old Town. 10×8″ pastelli su carta di Lyle Dayman.

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