Storie di vita vera: I ricordi delle vacanze a Bosa

Dopo quel fatidico anno 1964, ne è passata di acqua sotto i ponti! (Potrei dire ne e passata di acqua nel fiume Temo!).
Comunque anche se il mio cuore è quello di allora, il mio stato anagrafico mi dice che ho 71 anni e il mio pensiero è sempre lo stesso: Bosa! Ma perché mi è accaduto questo, è quasi un amore morboso che fa anche male, il pensiero di non poterci più tornare per gli acciacchi dell’età mi mette l’ansia, se potessi partirei e ogni momento sarebbe buono, ma ormai a Bosa non abbiamo più nessuno e quando arriviamo la casa è vuota… le vecchiette ci mancano, ma è meglio pensare alle cose belle passate lì, in allegria.

Come dicevo dopo quel 1964 ogni estate per esigenze di lavoro venivamo a Bosa dopo il ferragosto, si partiva da Genova con tutta la famiglia: mio marito, io, i miei due bambini e due nipotini, ma prima di prendere il traghetto andavamo a prendere la sorella di mio marito che era una suora e esercitava la professione a ‘Bergamo alta’ e ci aspettava con ansia per tornare in famiglia almeno una volta l’anno. E l’allegra brigata partiva…

Arrivati a Porto Torres mentre ci apprestavamo ad affrontare il viaggio verso casa, assaporavamo di già i profumi ed eravamo felici, quando percorrendo la Carlo Felice arrivando al bivio per Bosa, avvertivamo tutti la stessa sensazione, un brivido lungo la schiena, poi da Suni in giù emozioni a non finire, per non parlare dell’arrivo a casa, vedere quel portoncino e suonare quel campanello e le vecchiette, alte come un soldo di cacio, che ci aprivano sorridenti (certo che con quel trambusto che portavamo, il sorriso non durava molto) comunque era felicità! Le spiagge erano tutte nostre, Bosa Marina cosi grande e mezza vuota non assomigliava certo alle spiagge liguri e poi a S’abba Drucche a pescare sugli scogli con le mucche sdraiate al sole con vicino i vitellini era meraviglioso. Mia cognata, suor Angelica, era sempre con noi e ci divertivano veramente tanto. Ricordo che un giorno eravamo soli a S’Abba Drucche, tutti seduti sullo scoglio con le gambe in acqua, stavamo pescando, quando ad un tratto sentii qualcosa che mi si avvinghiava ad una gamba e tirava forte, io urlai a non finire: tutti in panico, il posto era veramente deserto quando ad un certo punto uscì dall’acqua un signore con la maschera da sub e disse in dialetto genovese: “belin l’è tutta a matin-a che u sercu qestu bastardu. (È tutta la mattina che cerco di prenderlo questo bastardo!)” Era un signore di Genova come me, che con molta calma mi staccò un polpo enorme che stava tirando a più non posso. La sorpresa di trovare un genovese proprio li… e la storia finì con tante risate.

La nostra permanenza a Bosa non era solo mare perché ci piaceva visitare ogni luogo, le chiese e le chiesette, il fiume, la diga, il castello e i paesini della Planargia. Un giorno in una delle nostre escursioni portammo con noi la zia Angelina e andammo a Flussio, Tresnuraghes, Modolo, Tinnura con i suoi bei murales e poi Sagama. Non posso dimenticare la sua esclamazione: “ite feu!!!” A me piaceva moltissimo!

Poi vennero i momenti difficili, le vecchiette a turno avevano bisogno di assistenza e noi a Bosa per una decina di anni ci siamo venuti anche cinque volte all’anno, ma da quando mamma e zia non ci sono più e anche noi non siamo più giovani, a Bosa ci veniamo a settembre così non ci perdiamo la festa di ‘Nostra Signora di Regnos Altos‘ e sono molto contenta di partecipare a quell’evento. I preparativi sono quelli che mi piacciono di più, quasi più della festa stessa, gli uomini ed i ragazzi che addobbano le vie e le piazzette del centro storico, le donne e le ragazze impegnate a fare gli altarini e anche i bambini nel loro piccolo aiutano e fanno qualche altarino tutto loro, i chiacchiericcio che si sente passando davanti alle cantine crea un’atmosfera unica e magnifica. Io mi sento attratta da tutto questo fermento e lascio che queste sensazioni diventino emozioni, giro ogni angolo del centro Storico e de Sa Costa scatto foto, parlo con le persone ed è proprio in quei momenti che mi sento una di voi, una Bosana vera e sono felice!
 
Un saluto sincero,
Gabriella Dolcino Mereu

Gabriella Dolcino a Bosa MarinaGabriella Dolcino a Bosa

 

Condividi

Pin It

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *